Prosegue il percorso di concertazione promosso dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa sul futuro del Parco degli Iblei, avviato a seguito della recente sentenza del Tar che impone alle amministrazioni competenti di completare entro 180 giorni il procedimento istitutivo dell’area protetta.
Dopo il primo confronto con i sindaci dei territori interessati e con la deputazione regionale, la presidente del Libero Consorzio, Maria Rita Schembari, ha incontrato le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste, i comitati e gli altri portatori di interesse, proseguendo il percorso di ascolto e condivisione finalizzato alla definizione di una posizione il più possibile ampia e condivisa.
“Il confronto sta proseguendo con grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Abbiamo concesso alcuni giorni alle associazioni affinché possano farci pervenire un documento sintetico contenente le rispettive osservazioni e proposte. L’obiettivo è costruire un documento condiviso, capace di raccogliere le esigenze del territorio e formulare proposte concrete che possano realmente fare il bene delle nostre comunità”, ha dichiarato la presidente Schembari.
Il percorso di concertazione, inoltre, coinvolgerà anche gli altri territori interessati dall’istituzione del Parco. La presidente ha infatti annunciato di avere ricevuto conferma dal presidente del Libero Consorzio di Siracusa dello svolgimento di un analogo tavolo di consultazione il prossimo 13 luglio. Successivamente è previsto un incontro con i rappresentanti dei territori di Ragusa, Siracusa e Catania per definire una proposta unitaria.
L’obiettivo finale è predisporre, entro le prossime settimane, un documento da trasmettere all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, accompagnato dalla richiesta di un incontro istituzionale affinché il procedimento possa ripartire dalle istanze e dalle proposte dei territori direttamente interessati. “Nessuno accetta decisioni calate dall’alto”, ha ribadito Schembari.
Proprio mentre il percorso di concertazione entra nel vivo, però, arriva una dura presa di posizione da parte dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, che contesta la mancata convocazione al tavolo di confronto.
Il presidente dell’Ordine, Paolo Mozzicato (nella foto), definisce l’esclusione “una decisione grave, incomprensibile e istituzionalmente ingiustificabile”, sottolineando come quella dei geologi sia la categoria professionale che, per legge, possiede competenze tecnico-scientifiche specifiche in materia di tutela e pianificazione del territorio.
“Ancora più incomprensibile è la scelta di invitare soggetti che non possiedono le nostre specifiche competenze, escludendo invece chi il territorio lo studia, ne valuta i rischi e contribuisce quotidianamente alla sua pianificazione. Una decisione che mortifica il ruolo delle professioni tecniche e priva il confronto istituzionale di un contributo essenziale”, afferma Mozzicato.
Il presidente ricorda inoltre che nei precedenti appuntamenti dedicati al Parco degli Iblei il Consiglio Nazionale dei Geologi era stato regolarmente coinvolto e giudica quindi ancora più inspiegabile la mancata convocazione dell’Ordine regionale.
Infine il richiamo alle istituzioni: “Ai geologi si pensa sempre quando è troppo tardi, dopo frane, alluvioni, dissesti e tragedie. Quando invece si decide il futuro del territorio, le nostre competenze vengono troppo spesso ignorate. La prevenzione si costruisce coinvolgendo fin dall’inizio chi possiede le conoscenze scientifiche necessarie. Escludere i geologi significa indebolire la qualità delle decisioni e rinunciare a una corretta pianificazione del territorio”.
Una presa di posizione che apre un nuovo fronte nel dibattito sull’istituzione del Parco degli Iblei, proprio mentre il Libero Consorzio punta a costruire una proposta condivisa da sottoporre alla Regione.
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