Si infiamma il confronto politico a Scicli all’indomani della mancata approvazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), uno degli strumenti più importanti per il futuro della pianificazione del territorio. Lo scontro, già acceso durante il dibattito consiliare, si è trasferito ora sul piano politico con un duro botta e risposta tra Partito Democratico e Forza Italia.
Nella seduta del Consiglio comunale del 10 luglio il PUG non è stato approvato. Hanno votato a favore Giuseppe Arrabito, Vincenzo Giannone, Lorenzo Bonincontro e Giuseppe Riela, mentre Marianna Buscema, Bruno Mirabella, Sabrina Micarelli e Licia Mirabella si sono astenuti. Il sindaco Mario Marino ha espresso forte rammarico per l’esito della votazione, sottolineando come il Consiglio, nella precedente seduta del 16 giugno, avesse approvato gli emendamenti presentati dal consigliere Bruno Mirabella, circostanza che, secondo il primo cittadino, avrebbe dovuto favorire il via libera definitivo al Piano. Marino ha inoltre evidenziato il rischio che la Regione Siciliana possa intervenire nominando un commissario ad acta per completare l’iter, sottraendo così al Consiglio comunale la decisione finale sul futuro urbanistico della città.
L’affondo più duro arriva dal Partito Democratico, che attribuisce la responsabilità politica della mancata approvazione al sindaco Mario Marino e all’assessore all’Urbanistica Vincenzo Giannone. In una nota, i democratici parlano di «una delle pagine più amare degli ultimi anni per la città di Scicli», sostenendo che l’approvazione del Piano avrebbe dovuto essere preceduta da un percorso di condivisione e concertazione che, a loro dire, non sarebbe mai stato realmente avviato.
Secondo il PD, dopo nove mesi di permanenza della delibera nelle commissioni consiliari, il mancato via libera rappresenta «un fallimento politico» con responsabilità ben precise. Da qui la richiesta, formulata in maniera esplicita, che il sindaco prenda atto dell’incapacità di governare e rassegni le dimissioni. Il partito conclude ribadendo l’intenzione di lavorare alla costruzione di un’alternativa politica per la città.
Non si è fatta attendere la replica di Forza Italia, affidata al commissario cittadino Enzo Giannone, che respinge le accuse e invita a ricostruire i fatti senza, come scrive nel comunicato, «riscrivere quanto accaduto in Consiglio comunale».
Giannone evidenzia anzitutto che sette consiglieri comunali su sedici erano incompatibili per legge e non hanno potuto partecipare alla votazione, ritenendo quindi fuorviante interpretare l’esito come la dimostrazione dell’assenza di una maggioranza politica.
Il commissario azzurro ricorda inoltre che il procedimento per l’approvazione del PUG va avanti da anni, che si sono svolte nove commissioni consiliari e che tutti gli atti erano a disposizione dei consiglieri, i quali hanno avuto il tempo necessario per formulare osservazioni e proposte.
Forza Italia sottolinea poi quella che definisce una evidente contraddizione politica: gli emendamenti presentati, anche quelli più significativi, sono stati tutti approvati. «Se il Piano era così inadeguato – sostiene Giannone – perché modificarlo e contribuire a migliorarlo? Se invece gli emendamenti lo rendevano condivisibile, perché astenersi sulla sua approvazione?».
Secondo il rappresentante di Forza Italia, il Piano Urbanistico Generale non dovrebbe essere considerato «un trofeo della maggioranza né una bandiera dell’opposizione», ma uno strumento strategico per il futuro della città. Da qui il rammarico per quella che definisce un’occasione persa dopo anni di lavoro di tecnici, uffici ed enti coinvolti nel procedimento.
Il confronto politico, dunque, appare tutt’altro che concluso. Dopo la mancata approvazione del PUG, il dibattito si sposta ora sul terreno delle responsabilità politiche, mentre resta sullo sfondo l’ipotesi di un intervento sostitutivo della Regione Siciliana per completare l’iter di approvazione dello strumento urbanistico.
![]()


















































