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Cronaca

Casuzze, denunciati due cittadini maltesi: proseguono le indagini sui quasi 700 mila euro lanciati in mare

Proseguono gli accertamenti sulla vicenda che nei giorni scorsi ha richiamato l’attenzione di bagnanti, forze dell’ordine e magistratura lungo il litorale di Casuzze. Due cittadini maltesi sono stati denunciati a piede libero, mentre gli investigatori continuano a lavorare per chiarire la provenienza dei quasi 700 mila euro recuperati in mare e le ragioni che hanno spinto gli occupanti dell’imbarcazione a disfarsene.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, il semicabinato sul quale viaggiavano tre adulti e un bambino sarebbe rimasto senza carburante al largo della costa ragusana. Mentre due persone si sarebbero dirette verso il porto di Marina di Ragusa per procurarsi benzina, gli altri occupanti sono rimasti a bordo. Quando il natante ha iniziato ad avvicinarsi pericolosamente alla battigia e sono scattati i soccorsi della Guardia Costiera, alcuni di loro avrebbero iniziato a lanciare in mare due borse contenenti pacchi di banconote accuratamente confezionati per resistere all’acqua.

Le correnti hanno poi spinto le borse verso la riva, dove il denaro è stato recuperato dai militari con il supporto di alcuni bagnanti. L’imbarcazione è stata successivamente rimorchiata nel porto di Marina di Ragusa e posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti del caso.

Gli investigatori hanno ispezionato a lungo il natante senza rinvenire elementi che, allo stato attuale, consentano di collegare il denaro ad attività criminali specifiche. Non sarebbero emerse tracce riconducibili al narcotraffico o ad altre organizzazioni, mentre l’ipotesi prevalente resta quella di un gesto dettato dal panico. Rimangono però ancora molti interrogativi: perché trasportare una somma così ingente in contanti e perché tentare di liberarsene proprio all’arrivo dei soccorsi?

L’episodio, tuttavia, riporta inevitabilmente l’attenzione sul ruolo sempre più strategico che il Sud-Est siciliano potrebbe rivestire nelle rotte del narcotraffico internazionale. Una riflessione che il giornalista d’inchiesta Giuseppe Bascietto aveva già affrontato nel libro Sicilia Nostra, evidenziando come questa parte della Sicilia possa rappresentare non soltanto un possibile punto di approdo dei carichi di cocaina, ma anche un’area di transito e di scambio in mare, lontano dai controlli dei principali porti.

«Quando si parla di narcotraffico – osserva Bascietto – l’attenzione si concentra quasi sempre sulla droga, mentre si riflette molto meno sui flussi di denaro che alimentano questo mercato. Ogni partita di stupefacente genera ingenti somme che devono essere trasferite, consegnate e occultate».

Naturalmente, allo stato attuale, non esiste alcun elemento ufficiale che colleghi il denaro recuperato al traffico di stupefacenti. Si tratta di una possibile chiave di lettura investigativa che dovrà essere confermata o esclusa dagli approfondimenti della magistratura e delle forze dell’ordine.

Per il momento resta una vicenda dai contorni insoliti: una barca rimasta in panne, due borse piene di banconote lanciate tra le onde e quasi 700 mila euro riaffiorati sulla battigia davanti agli occhi increduli dei bagnanti. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta a stabilire se si sia trattato di un episodio isolato o del tassello di un sistema ben più complesso.

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