Accanto ai numerosi messaggi di sconcerto e di condanna seguiti all’inchiesta che ha coinvolto l’Anffas di Modica, iniziano ad arrivare anche testimonianze di famiglie che raccontano la propria esperienza all’interno dell’associazione. Tra queste c’è quella di Antonio, padre di Pietro, un ragazzo con disabilità che ha frequentato la struttura.
In un lungo messaggio pubblicato sui social, Antonio precisa anzitutto di non conoscere gli atti dell’indagine e di nutrire «il massimo rispetto per il lavoro della magistratura», chiamata ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità. Al tempo stesso, però, ritiene doveroso raccontare quanto vissuto personalmente insieme alla sua famiglia.
Il padre di Pietro ricorda di avere trovato all’Anffas di Modica «persone che ci hanno accolto, ascoltato e aiutato in momenti non sempre semplici». Spiega inoltre di avere avuto anche l’opportunità di collaborare con la struttura, tenendo alcune lezioni, e di avere sempre riscontrato «professionalità, disponibilità e umanità» da parte degli operatori incontrati nel corso degli anni.
Nel suo intervento Antonio rivolge un pensiero alle famiglie degli ospiti, alle persone con disabilità assistite e a tutti quegli operatori e volontari che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con dedizione, auspicando che l’inchiesta possa fare piena luce su quanto accaduto.
«Spero che la verità venga accertata fino in fondo, nel rispetto di tutti: di chi ha subito un torto e di chi, invece, continua ogni giorno a fare del bene con serietà e passione», scrive, precisando che il suo intervento «non è una difesa né un giudizio», ma «semplicemente una testimonianza di gratitudine» per l’esperienza vissuta dalla sua famiglia.
La testimonianza di Antonio rappresenta una delle prime voci fuori dal coro emerse dopo l’esplosione del caso giudiziario che ha coinvolto l’Anffas di Modica, offrendo il punto di vista di una famiglia che ha conosciuto da vicino l’attività dell’associazione e ribadendo, allo stesso tempo, la fiducia nell’operato della magistratura, chiamata a fare piena luce sulla vicenda.
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