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Cronaca

Agguato a colpi di pistola. Favata condannato a 9 anni e 4 mesi

Due condanne con rito abbreviato in primo grado per il tentato omicidio di Francesco Lo Monaco, già noto alle forze dell’ordine, vittoriese, colpito al fianco in via Farini a Vittoria il 21 novembre del 2021. Davanti al gip di Ragusa, il 47enne Massimo Favata è stato condannato in primo grado alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione, per tentato omicidio, ricettazione e porto abusivo d’arma con matricola abrasa; la condanna prevede anche il pagamento delle spese processuali, del mantenimento in carcere, interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale per la durata della pena. Stesse pene accessorie anche per Salvatore Gulino, condannato sempre in primo grado e con rito abbreviato a 5 anni di carcere per concorso in tentato omicidio. La parte offesa non si è costituita parte civile.

Per gli inquirenti il movente era da “ricondursi a dissidi di carattere familiare e privato“.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Lo Monaco venne soccorso da un passante che lo trasportò al pronto soccorso del Guzzardi di Vittoria dove venne operato d’urgenza. I militari dell’Arma raccolsero nell’immediatezza “importanti testimonianze successivamente corroborate dall’immediata analisi delle immagini prelevate da alcune telecamere situate in via Farini nonché dalla visione dei filmati di altre telecamere di videosorveglianza dislocate sui tragitti di arrivo e di fuga“.

Un massiccio dispiegamento di militari che coinvolse anche personale specializzato dello Squadrone Cacciatori Sicilia, della Squadra d’Intervento operativo di Palermo oltre al personale della Compagnia di Vittoria e del Nucleo operativo, in perquisizioni e controlli nei luoghi frequentati dai malviventi individuati.

Scattarono i provvedimenti di fermo. Salvatore Gulino venne tratto in arresto mentre Massimo Favata “resosi immediatamente irreperibile dopo la commissione del reato“, secondo quanto riferito dal carabinieri, “sentitosi braccato e non avendo altri luoghi dove rifugiarsi, si è presentato presso la Stazione dei carabinieri di Comiso accompagnato dal suo avvocato“.

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