Il calo di presenze di turisti si fa sentire…. eccome. Era da anni che ad inizio agosto non si vedevano le città e i borghi del ragusano semi-vuoti, fatta eccezione per eventi e luoghi che hanno sempre avuto un afflusso più importante. Non che non ci siano persone, per carità, ma che i numeri non siano quelli di anni fa è evidente e non servono certo le statistiche per capirlo. Oggi ci si meraviglia di questa situazione che è si congiunturale, ma forse con una visione diversa e con pianificazioni e strategie studiate per tempo il danno si poteva limitare. Parliamoci chiaro: si sapeva che l’effetto Montalbano non sarebbe durato vita natural durante, ma cosa si è fatto nel concreto per creare un’alternativa che potesse attrarre i turisti? Così oggi quelle città che vivevano di luce propria anche prima di Montalbano – vedi Noto- continuano ad essere attraenti, mentre le altre annaspano. E’ da anni che si registra, visibile ad occhio, un calo costante di presenze, ma invece di chiedersi cosa si potesse fare per drizzare il tiro, si è sempre detto che tutto era fantastico, che c’era il pienone ovunque e che questo lembo si Sicilia era diventato l’ombelico del mondo. La fortuna di avere posti fantastici ricchi di storia, cultura e con litorali stupendi a poco serve se poi non vi sono servizi adeguati. E poi ci sono i prezzi, spesso troppo elevati. Non ci si può nascondere dietro un dito: è evidente che negli ultimi anni si è calcata un po’ la mano. I social sono pieni di persone che si lamentano per i prezzi alti, alcuni magari ci marciano, ma tanti hanno ragione. E poi vi sono i servizi che sono quel che sono, riceviamo spesso segnalazioni, ad esempio, di turisti che se arrivano senza auto rimangono sospesi. Tanti si recano a mare in bus e poi non sanno come ritornare. Il caro prezzi, ovviamente, a messo il carico: tra voli, quando ci sono, strutture, ristoranti, noleggi e chi più ne ha più ne metta, una famiglia sceglie di fare vacanze da noi spende una fortuna. I prezzi aumentano, e questo dappertutto, e gli stipendi rimangono sempre gli stessi, così tanti hanno scelto di starsene a casa o hanno scelto una nazione vicina spendendo molto meno.
E’ chiaro che serve una strategia e una linea guida chiara partendo dal chiedersi cosa si offre, come si offre e cosa poter migliorare, consapevoli delle immense potenzialità del territorio.
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