“La sospensione delle attività in alcuni delicati reparti dell’ospedale di Modica non può essere considerata un episodio ordinario, ma è qualcosa di molto grave”. Con queste parole Rosario Gugliotta, presidente dell’Associazione Rete Civica Articolo 32, torna sulla vicenda del blackout registrato all’ospedale Maggiore-Baglieri di Modica e che ha provocato la temporanea sospensione delle attività chirurgiche programmate, attirando l’attenzione anche degli organi di informazione nazionali.
Per Gugliotta, quanto accaduto avrebbe fatto emergere una serie di criticità che non possono essere sottovalutate. Il presidente della Rete Civica esprime apprezzamento nei confronti del dirigente medico che ha sollevato pubblicamente il problema, parlando di mesi di inadempienze e di questioni che meritano approfondimenti immediati.
Secondo Gugliotta, la vicenda impone una riflessione sul rispetto delle procedure di sicurezza all’interno dell’Asp di Ragusa e sul funzionamento dei sistemi destinati a garantire la continuità operativa nei reparti più sensibili. «Siamo ormai ben oltre le frequenti interruzioni di pubblico servizio registrate all’interno dell’azienda sanitaria», afferma.
Da qui una lunga serie di interrogativi rivolti ai vertici aziendali e ai responsabili tecnici. Gugliotta chiede innanzitutto chi sia il soggetto incaricato di garantire il rispetto della normativa CEI 64-8, che disciplina gli impianti elettrici nei locali medici, e se vi sia piena consapevolezza dell’obbligo di assicurare standard di sicurezza tali da non consentire margini di rischio in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica.
Particolare attenzione viene posta sul sistema UPS e sulle batterie che assicurano la continuità dell’energia nei reparti ospedalieri. «Le batterie devono essere verificate obbligatoriamente almeno ogni sei mesi – osserva Gugliotta –. Da quanto tempo non venivano effettuati i controlli? Quanti verbali di verifica, regolarmente datati e protocollati, sono stati redatti negli ultimi tre anni?».
Il presidente della Rete Civica chiede inoltre di sapere se analoghe verifiche vengano eseguite regolarmente anche nelle altre strutture ospedaliere della provincia e se siano pienamente rispettate tutte le garanzie previste dalle normative vigenti.
«Riteniamo indispensabile conoscere senza dichiarazioni generiche quali siano le procedure adottate e quali controlli siano stati effettuati», aggiunge Gugliotta, che conclude auspicando un approfondimento anche da parte della politica regionale e nazionale.
Per il presidente di Rete Civica Articolo 32, infatti, l’episodio non può essere archiviato come un semplice guasto tecnico, ma impone un chiarimento approfondito sulle responsabilità e sul livello di efficienza dell’apparato tecnico-amministrativo chiamato a garantire la sicurezza di pazienti, operatori sanitari e servizi ospedalieri.
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