Per i circoli ambientalisti degli Iblei la vicenda del Parco Nazionale non è più materia di confronto politico, ma una questione ormai definita sul piano giuridico. Dopo diciotto anni di rinvii, la recente sentenza del TAR di Catania ha imposto la conclusione del procedimento, rendendo, a loro giudizio, superati ulteriori tavoli di confronto come quello convocato dalla presidente del Libero Consorzio, Maria Rita Schembari.
Gli ambientalisti ricordano che la legge istitutiva del Parco risale al 2007 e che il percorso amministrativo è già stato completato con l’intesa tra Stato e Regione e la predisposizione dello schema di decreto. Ora, sostengono, resta soltanto da dare esecuzione a quanto stabilito dai giudici.
Nel documento viene inoltre ribadito che il Parco nasce per tutelare un’area di straordinario valore naturalistico e paesaggistico e che non introduce nuovi vincoli sostanziali rispetto a quelli già esistenti, limitando soltanto le attività più impattanti, come escavazioni, ricerca di idrocarburi e caccia. Per i firmatari rappresenta uno strumento di tutela e sviluppo del territorio, non un ostacolo alle attività economiche.
Duro anche il giudizio sulla politica regionale, accusata di non aver portato a termine il percorso in diciotto anni. Per questo viene definita «gravissima» l’ipotesi di abrogare la legge istitutiva del Parco, ritenuta un passo indietro che priverebbe il territorio di un’importante occasione di tutela e valorizzazione.
Il documento è firmato da Angelo Rinollo (Il Carrubo – Ragusa), Alessia Gambuzza (Kiafura – Scicli), Anna Alì (Sikelion – Ispica) e Giorgio Cavallo (Melograno – Modica), che annunciano di voler continuare a vigilare affinché il Parco degli Iblei venga definitivamente istituito.
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