Si riaccende lo scontro politico a Pozzallo dopo la bocciatura in Consiglio comunale della delibera relativa alle tariffe TARI. Il gruppo Pozzallo in Movimento replica duramente alle accuse mosse dai consiglieri di maggioranza Ammatuna e Giannone, che avevano parlato di «cose mai viste» riferendosi al voto dell’opposizione.
Per il movimento, invece, le «cose mai viste» sarebbero altre e riguarderebbero la gestione amministrativa della città. Secondo gli esponenti dell’opposizione, la delibera respinta proponeva una riduzione della TARI solo apparente, definita «finta e farlocca», motivo per cui il Consiglio ha ritenuto di non approvarla.
Nel mirino finiscono soprattutto i cantieri cittadini. Il caso simbolo, secondo Pozzallo in Movimento, è quello del campo sportivo, dove i lavori sarebbero stati avviati e successivamente interrotti da diversi giorni, lasciando un’area in condizioni di degrado e potenzialmente pericolosa per gli atleti e per le società sportive che utilizzano l’impianto.
L’opposizione denuncia inoltre la presenza di numerosi scavi aperti e mai completati che, a ogni pioggia, si trasformerebbero in vere e proprie «piscine a cielo aperto», mentre la piscina comunale di Raganzino, sottolinea il gruppo, attende da quattro anni gli interventi necessari per tornare pienamente fruibile.
Particolarmente critica anche la valutazione sullo stato della piazzetta antistante lo stadio, definita l’ennesimo esempio di una gestione che avrebbe trascurato lo sport e le infrastrutture dedicate ai giovani. «I ragazzi – sostiene Pozzallo in Movimento – avrebbero bisogno di attenzione e di spazi adeguati, ma ricevono soltanto segnali di disinteresse da parte dell’amministrazione».
Nel comunicato si contesta anche il metodo amministrativo adottato dal sindaco e dalla maggioranza, accusati di portare in aula provvedimenti incompleti e contenenti inesattezze, con il rischio di esporre il Comune a possibili conseguenze.
L’affondo finale è di natura politica. Secondo Pozzallo in Movimento, l’amministrazione sarebbe ormai priva di una solida maggioranza consiliare e riuscirebbe a garantire il funzionamento del Consiglio comunale solo grazie al senso di responsabilità dell’opposizione. Da qui la richiesta di un passo indietro del primo cittadino.
«Di fronte a un isolamento politico ormai evidente – conclude il gruppo – l’unica scelta dignitosa sarebbe quella delle dimissioni, anziché continuare ad alimentare polemiche e attacchi strumentali, ignorando i problemi reali della città e dei suoi cittadini».
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