Anche la procura di Ragusa indaga sulle morti per Covid e già 2 medici sono finiti nel registro degli indagati. Lo riporta il quotidiano La Sicilia in un articolo a firma di Giuseppe La Lota. Il sostituto procuratore Gaetano Scollo ha iscritto nel registro degli indagati due medici di base che avevano in cura il professore Salvatore Occhipinti (deceduto nel 2021) e il figlio Gianluca, vivo per miracolo, ricoverato al Guzzardi il 12 dicembre 2020 dopo 6 giorni di febbre trattata con la terapia della “vigile attesa” e tachipirina. Gianluca ha visto morire il padre ricoverato nella stessa stanza il 3 gennaio 2021. Occhipinti è assistito dagli avvocati Francesco Ricciardi del foro di Roma e da Alfredo Vinciguerra del foro di Ragusa. Più che le modalità di cura attuate dai medici di base, che osservavano il protocollo nazionale – afferma ancora il giornalista- le indagini tendono a valutare le direttive del ministero della Salute, all’epoca retto dal ministro Roberto Speranza. Il via all’azione giudiziaria è stato dato da una denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri San Lorenzo in Lucina di Roma il 27 dicembre 2024. La denuncia, firmata dalla giornalista Angela Camuso, da Gianluca Occhipinti, da Viviana Molteni e da Manuela Zamboni, è arrivata sui tavoli della Procura di Roma e si riferisce a 10 casi clinici: 9 persone decedute, una ha riportato lesioni. Secondo i denuncianti, i dieci casi clinici sono accomunati dal fatto che il decesso del paziente sarebbe stato determinato dalla mancata attuazione di una terapia domiciliare precoce, a dispetto di quanto indicato dalle linee guida ministeriali, sulla base di informazioni e dati scientificamente validi provenienti dalla medicina dell’evidenza che indicavano la necessità, per la salvaguardia della vita dagli effetti da Covid 19, di cure tempestive a casa con utilizzo combinato di farmaci del prontuario già comunemente usati da decenni.
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