Chiuse le indagini sull’omicidio di Peppe Ottaviano adesso il caso si sposterà nelle aule di tribunale. Oltre a Gianni Agosta, finito in carcere nel novembre scorso, ci sono altri due indagati: un 27enne accusato di aver partecipato all’aggressione in concorso e la compagna del 43enne, ex di Ottaviano, indagata per favoreggiamento personale, per aver presumibilmente aiutato i due fornendo informazioni su abitudini e su come muoversi all’interno dell’abitazione di via Manenti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto non sarebbe stato premeditato come omicidio, ma sarebbe l’esito tragico di un chiarimento” degenerato. Il 40enne Peppe Ottaviano ha avuto una relazione di diversi anni con la donna che poi ha iniziato a frequentare il 43enne Gianni Agosto, ma il 40enne non si sarebbe rassegnato e avrebbe continuato a cercare e chiamare la ex scatenando, secondo l’accusa, l’ira di Agosta che avrebbe organizzato la spedizione punitiva. Ad inchiodarlo una telecamera di un esercizio pubblico che avrebbe ripreso Agosta e il complice aggirarsi nei pressi della casa proprio alla ricerca dei dispositivi di video sorveglianza in modo da eluderli e poi una telefonata nella quale Agosta intimava ad Ottaviano di non cercare più la sua ex. Nelle settimane scorse i Ris sono tornati diverse volte nei pressi dell’abitazione di via Manenti concentrandosi sul tratto di strada di fronte, forse per ricostruire con esattezza il percorso effettuato dai presunti assassini. Con la chiusura delle indagini si apre una nuova fase per la morte di Peppe Ottaviano avvenuta tra l’11 e il 12 maggio del 2024, adesso le difese (affidate agli avvocati Maria Platania ed Edoardo Cappello) avranno modo di esaminare tutto il materiale probatorio. Spetterà ora al GUP (Giudice per l’Udienza Preliminare) valutare la richiesta di rinvio a giudizio, che darebbe ufficialmente inizio al processo presso la Corte d’Assise.
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