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Impianti fotovoltaici sui tetti di proprietà comunale. La proposta di Schininà

Ragusa deve inquinare di meno, riciclare di più, produrre energia pulita contrastando la crisi climatica e la povertà energetica, con benefici energetici ed economici diretti per la nostra comunità. È su questa direttrice che si muove il candidato sindaco della coalizione progressista e riformista Riccardo Schininà in tema di transizione energetica. “Su questo – spiega Schininà – abbiamo idee chiare e concrete.

I tetti del patrimonio immobiliare di proprietà comunale hanno una superficie di 124.000 metri quadrati. Sulla maggior parte di essi dovranno essere installati pannelli fotovoltaici. Il calcolo è semplice: in appena la metà di quella superficie è possibile posizionare ben 30.000 pannelli con una produzione pari a 9000 kilowatt”.

Attualmente il Comune di Ragusa ne impiega una parte minimale. “Il Rapporto Ecosistema Urbano 2022 – riporta Schininà – ci dice che a Ragusa, su tetti di immobili di proprietà comunali, si producono appena 7,64 kilowatt per ogni 1000 abitanti, contro, ad esempio, i 27,49 di Oristano o i 19,95 di Cosenza”.
Invertire questa rotta è uno degli obiettivi della coalizione guidata da Riccardo Schininà: “Nei primi 100 giorni di amministrazione bandiremo la concessione, per 20 anni, del diritto di superficie di tutti i tetti degli edifici comunali per l’installazione di pannelli fotovoltaici con obbligo di garanzia bancaria per la dismissione degli impianti. Questo ci consentirà non solo di contribuire attivamente alla produzione di energia sostenibile, ma anche di avere un importante ritorno economico da reinvestire per produrre altra energia pulita e sostenere le famiglie e le piccole imprese che oggi stanno incontrando gravissime difficoltà a causa del caro-bollette”.

Su questo punto Schininà insiste: “Il criterio che utilizzeremo per la transizione ecologica è quello di consentire lo sfruttamento del nostro territorio per la produzione di energie rinnovabili a condizione che derivi alla nostra comunità un ritorno economico o energetico. Per questo motivo ci siamo opposti e continueremo ad opporci all’installazione dei pali eolici offshore sino a quando non si verificheranno tre condizioni: venga individuato il ritorno economico o energetico per la nostra comunità; sia assicurata una garanzia sul rispetto dell’obbligo di dismissione dell’impianto al termine della concessione trentennale; sia coinvolta l’intera comunità sugli impatti e sugli interventi necessari volti a mitigarli”.

Il candidato sindaco di Ragusa dell’area progressista e riformista a tal proposito dichiara la propria soddisfazione sul fatto che: “Legambiente con una nota dello scorso 6 marzo ha fatto propri gli allarmi sulle problematiche che avevamo sollevato sulla questione dei pali eolici al largo della nostra costa. Gli impianti eolici off shore possono rappresentare un’opportunità per i nostri territori a patto che vengano concordati con gli stessi, che venga previsto un ristoro economico o energetico per i nostri cittadini e soprattutto che venga garantito l’obbligo di dismissione di questi parchi eolici altrimenti rischieremmo che tra trent’anni avremo un cimitero di pale eoliche sul nostro Mediterraneo”.

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