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Terranova: “Non è che integrazione oraria agli asu rischia di tramutarsi in farsa?”

tNella finanziaria regionale è stata inserita la norma che riconosce anche agli asu, utilizzati negli enti locali, con oneri a carico della Regione medesima, la integrazione oraria fino a 36 ore settimanali (con precisione attualmente ne fanno 20 alla settimana e ora ne potrebbero fare fino a 36 ore). Tutti gli Enti locali, utilizzatori di personale asu, del nostro territorio hanno presentato, entro il termine di legge, il progetto previsto per la integrazione oraria. Da allora, un po tutti hanno difficoltà a dialogare con la Regione. Il Dipartimento regionale del Lavoro non risponde alle telefonate di chi vuole chiarimenti prima di procedere a fare iniziare l’integrazione oraria ai lavoratori asu, né ci risulta che il Dirigente del medesimo Dipartinento, da parte sua, sin qui abbia provveduto a comunicare, con atto formale, come del resto dovrebbero essere le relazioni tra enti pubblici, a tutti gli enti interessati l’autorizzazione a procedere all’utilizzo dei lavoratori per un orario oltre le venti ore ordinarie di lavoro già previste.

Come sempre tutto resta avvolto nel silenzio e chi dovrebbe dare risposte è  sfuggente, perché con esso non si riesce ad avere contatti.

Noi come Organizzazione sindacale abbiamo cercato in tutti i modi di poter accedere alle informazioni necessarie per capire come gestire il problema, visto che, in assenza di pronunciamenti del Dipartimento competente, gli Enti ritengono di tenere in stand by i lavoratori che, pur potendo fare più ore di lavoro, restano al minimo.

Ci pare che si stia giocando con le cose serie. E non riusciamo a tollerare che su questo fatto la Regione non sia chiara e non tenga conto delle esigenze degli enti locali e dei lavoratori, che a questo punto non sanno emtrambi cosa fare.

Abbiamo l’impressione che questo silenzio amministrativo da parte dell’Assessorato competente abbia a che vedere con la impugnativa della finanziaria regionale da parte Consiglio dei Ministri. Da parte nostra, siamo persuasi che la parte normativa che riguarda gli asu sia rimasta indenne dalla impugnativa. Per cui sembra strano che persista tutto questo silenzio, che di fatto danneggia, ancora una volta, i lavoratori interessati, che pure assolvono ad importanti servizi per la collettività.

Ai nostri parlamentari regionali uscenti e i candidati  al Parlamento regionale chiediamo di dimenticarsi per solo 2 ore della loro entusiasmante campagna elettorale, e di essere loro a sollecitare l’Assessore regionale al Lavoro e informare i Comuni del perché non sia pervenuta ad essi alcuna nota autorizzativa all’integrazione da parte del Dipartimento competente. Perché se vi è un motivo, anche minimo, per il quale non può essere autorizzata la integrazione agli asu dei Comuni, il Dirigente competente regionale ha l’obbligo di fornire e di dare le necessarie comunicazioni a tutti gli enti interessati. Oppure il motivo potrebbe essere un altro. Ci viene da pensare che forse si vuole attendere il 25 settembre, quindi far passare le elezioni regionali, e puoi svelare il retriscena politico-amministrativo di un silenzio amministrativo che suscita tantissimi dubbi. Speriamo di sbagliare previsione. 

Sugli asu è bene dire che pare, da sempre, che la Regione si sia messo a giocare . Del resto, nella percezione dei cittadini la Regione pare aver assunto le sembianze di ente-monade, che non riesce a dialogare con l’esterno, siano esse Istituzioni o persone.

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